La riunione che finisce con «sistemiamo la pagina per l’IA»
Ogni volta che si parla di ottimizzare per l’IA, si finisce prima di tutto sulla struttura dei titoli e su quanto debbano essere fitti gli elenchi.
Da noi ci è andata via un’ora. E dubito che quella riunione si sia tenuta in un ufficio solo.
Poi ho fatto davvero solo l’impaginazione, e per tre settimane ho guardato che non cambiava niente.
Che è la parte utile della storia: se una pagina ordinata continua a non essere citata, la partita si decide fuori dall’ordine.
E dove si decide? A maggio 2026 è uscito uno studio che separa i fattori uno per uno: 252.000 duelli tra due pagine sullo stesso tema, in gara per essere citate per prime.
Cosa bisogna mettere in una pagina perché l’IA la citi?
Il prezzo, le specifiche e una data di aggiornamento recente.
Su 252.000 confronti tra due pagine sullo stesso tema, quella che mostrava il prezzo è stata citata per prima almeno 6,26 volte più spesso di quella che non lo mostrava.
La pagina con la data recente ha battuto quella datata di almeno 14,4 volte (Vishwakarma e colleghi, sei modelli, 252.000 prove, pubblicato il 25 maggio 2026).
Che il testo fosse strutturato oppure no, invece, non ha quasi spostato nulla: da 0,79 a 1,68 volte.
Il rapporto di probabilità qui è semplicemente «quante volte è più probabile che venga scelta una delle due». Uno è parità, sei vuol dire che una viene presa sei volte tanto.
È l’impianto a distinguere questo lavoro da quelli di cui abbiamo parlato finora. La ricerca sulle citazioni delle IA è quasi sempre osservativa: si raccolgono le pagine citate e si cercano regolarità.
Qui si danno esattamente due pagine candidate, si cambia un solo fattore su diciotto e si obbliga a scegliere.
Tre ricercatori di Sprinklr lo hanno fatto girare su Gemini-2.5-Flash, GPT-5-Nano, GPT-5-Mini, GPT-5.2, Claude-3.5-Sonnet e Kimi-K2-Thinking.
Hanno anche invertito l’ordine delle due candidate, per annullare l’effetto della posizione in sé.
Per questo si legge come «aggiungere questo elemento sposta il tasso di vittoria di tanto», e non come «le pagine fatte così vengono citate spesso».
Quattro porte da superare prima di tutto il resto
Quattro fattori hanno prodotto un effetto grande e nella stessa direzione su tutti e sei i modelli:
- se il tema della pagina combacia con la domanda
- se c’è un prezzo
- se la data è recente
- in che posizione la pagina è stata presentata
Gli autori le chiamano porte: se ne salta una, la possibilità di essere citati sparisce.
L’ordine del lavoro è quindi deciso. Prima far combaciare il tema, poi scrivere il prezzo, poi aggiornare la data. L’impaginazione viene dopo.
La quarta porta però non è vostra: l’ordine delle candidate lo stabilisce chi recupera i documenti. Tre su quattro sì.
E quale delle tre è la più semplice da cui partire?
Aggiornare la data funziona, nasconderla no
Una data recente batte una vecchia di almeno 14,4 volte.
Se però la data la cancellate, battete quella vecchia solo di 1,31–2,32 volte. Aggiungere freschezza e nascondere l’anzianità non sono lo stesso gesto al contrario.
Togliere in silenzio il timestamp vecchio, insomma, rende poco.
Staccare l’etichetta della scadenza non ringiovanisce il latte.
Si rimette mano al contenuto e poi si mostra la data nuova. Quella pagina sta dalla parte del 14,4.
A non contare è stata l’impaginazione; il contenuto del testo conta
Testo strutturato contro muro di testo: da 0,79 a 1,68 volte. E gli autori scrivono chiaramente che la scelta del formato non ha avuto effetto.
Vuol dire che si può scrivere come capita? No.
Le pagine che mostrano le prove vincono di almeno 2,09 volte. Quelle scritte in modo assertivo di almeno 2,67. Quelle con tono neutro e poco promozionale di almeno 1,31.
Nessuna di queste descrive ciò che ho ritoccato per tre settimane.
Il quadro si incastra con due articoli precedenti: aggiungete numeri e fonti e basta una citazione e l’IA vi nomina il 44% in più.
Quelli misuravano il guadagno di una singola pagina riscritta. Questo misura chi vince quando due pagine si sfidano. Unità diverse.
Con la freschezza il rapporto è lo stesso. Per l’IA conta quanto è recente la pagina e si può entrare nelle risposte senza pubblicare di più contavano pagine già citate.
Qui cambia solo la data, e viene misurato anche il caso «nessuna data». La tendenza osservata viene scomposta in fattori.
Una tensione va detta: il modello SOAR di otto ore dopo l’invio il comunicato è già citato mette la struttura tra i segnali. In questo confronto controllato la struttura non muove quasi niente.
Concluderne che la struttura non serva sarebbe affrettato. Un quadro osservativo e un esperimento a un fattore per volta tagliano con risoluzioni diverse.
Cosa leggere prima di portarsi via questi numeri
La sensibilità cambia molto da modello a modello. Sui diciotto fattori, la quota di significativi è dell’83% per Kimi-K2-Thinking, del 50% per Claude-3.5-Sonnet e del 33% per Gemini-2.5-Flash.
Solo le quattro porte hanno tenuto su tutti e sei. Tutto il resto dice che non si può verificare su un assistente solo e chiudere lì.
Restano altre riserve:
- ci sono solo due pagine candidate, mentre una vera ricerca con IA ne recupera cinque, dieci o più (lo scrivono gli autori)
- i marchi sono anonimizzati, quindi il vantaggio che un marchio noto ottiene a prescindere dal contenuto non è in questi numeri (anche questo dichiarato)
- il materiale è stato generato con GPT-4o e la revisione umana ha coperto 300 scenari, il 21% del totale (anche questo dichiarato)
- si misura a quale pagina puntava il primo marcatore di citazione, non l’esposizione, il traffico o il fatturato
- i tre autori sono di Sprinklr, che vende piattaforme di marketing per le aziende
Due pesano più delle altre.
La prima: il materiale sono 100 blog di prodotto in inglese su 50 categorie. Se misurate in un’altra lingua, portarsi dietro i moltiplicatori così com’è è prematuro.
La seconda: l’effetto del prezzo presuppone una pagina che un prezzo possa ospitarlo. Nel B2B con listini non pubblici non si trasferisce. Lì la domanda diventa quanto potete scrivere della vostra logica di prezzo e delle condizioni di un preventivo.
aprite la pagina principale e guardate tema, prezzo e data
I posti dove mettere le mani sono due: una pagina e le risposte dei modelli.
Aprite la pagina più visitata e controllate tre cose. Il tema risponde alla domanda che farebbe un lettore, c’è il prezzo o almeno la sua logica, la data di aggiornamento è rimasta vecchia?
L’impaginazione non salta. Semplicemente viene dopo questi tre punti.
Poi verificate il risultato dal lato delle risposte. Visto che l’effetto va dal 33% all’83% a seconda del modello, misurate più volte su più modelli e seguite quante volte esce il vostro nome.
Se volete una sola lettura di supporto, tenete la lista pratica in fondo all’articolo: superare le porte, colmare prezzo, data e termini della domanda mancanti, aggiungere tabelle di specifiche e confronti, lasciare il formato per ultimo.
Quindi andate a guardare una pagina, solo la riga del prezzo e la data di aggiornamento, e vedete cosa dice.
Fonti
- Rahul Vishwakarma, Shushant Kumar, Ratnesh Jamidar (Sprinklr), «What Gets Cited: Competitive GEO in AI Answer Engines», arXiv:2605.25517, 2026-05-25, https://arxiv.org/abs/2605.25517