«Finire sui grandi quotidiani, alla fine è quello che conta»
Le liste media si ordinano per tiratura. Anche la mia: quotidiani nazionali in cima, stampa economica sotto, testate di settore in fondo, dove lo scroll non arrivava mai.
Quell’ordine non l’ha mai verificato nessuno. Sembrava il modo ovvio di mettere in fila una lista, e in riunione non ha mai alzato la mano nessuno.
Poi si conta quali testate l’IA cita davvero come fonti nelle sue risposte, e la lista esce rovesciata.
Il conteggio copre un mese, giugno 2026, e arriva a 129,3 milioni di citazioni.
Quali testate sceglie l’IA come fonte?
La stampa di settore. Viene citata il 213% in più rispetto alle testate generaliste, secondo lo studio che Press Ranger e OtterlyAI hanno pubblicato il 20 agosto 2026.
La stampa di settore è la rivista che legge solo chi sta dentro a un mestiere: il settimanale della logistica, la testata dell’industria alimentare, quella a cui sono abbonati i vostri clienti e che nessun altro conosce.
A contare sono state due aziende, e vendono entrambe su questo terreno: Press Ranger fa distribuzione di comunicati e software per l’ufficio stampa, OtterlyAI vende tracciamento della visibilità nell’IA. Hanno messo insieme i rispettivi dati.
Da qui viene la scala del lavoro:
- 129,3 milioni di citazioni a giugno 2026
- oltre 20 milioni di URL citati
- sette piattaforme di IA, ChatGPT compresa
Sette piattaforme e 129,3 milioni di citazioni sono tanto conteggio dietro un numero solo: uno scarto del 213% non somiglia al vezzo di un singolo assistente. Larga, qui, vuol dire tante piattaforme, non tanti mesi.
Le citazioni atterrano in uno spazio stretto
Delle citazioni finite a editori con un contratto di licenza, cinque gruppi editoriali si sono presi il 69%.
E le notizie nel loro insieme, tutte quante, valgono il 7,2% delle citazioni contate. Il resto va su pagine che notizie non sono affatto.
Questi due numeri non stanno sullo stesso metro. Uno è la quota dentro un sottoinsieme di editori, l’altro è la grandezza di tutta la casella delle notizie.
- Il 69% su cinque gruppi dice quanto è stretto, al suo interno, il gruppo degli editori con contratto
- Il 7,2% sul totale dice quanto spazio quella casella occupa nella stanza
Perciò ciascuno tocca una decisione diversa. Il 69% riguarda il modo di arrivare agli editori rimasti fuori da quei cinque gruppi. Il 7,2% fissa il soffitto: se l’ufficio stampa è l’unica leva che tirate per la visibilità nell’IA, quella è la grandezza della stanza in cui giocate.
È un po’ come mettersi in fila per il tavolo buono e scoprire poi che quella fila porta al sette per cento dei tavoli.
Quanto di questo squilibrio potete spostare?
Una parte, per niente. I contratti di licenza fra aziende di IA ed editori stanno fuori dalla vostra portata.
Un contratto di licenza, qui, è un’azienda di IA che paga un editore per poter usare il suo giornalismo. OpenAI e altre li firmano uno alla volta, editore per editore.
Gli editori con un accordo con OpenAI ottengono in media 10,2 citazioni per pagina su ChatGPT. Quelli senza accordo, 6,9: uno scarto del 48%.
Nel contratto di un altro non ci si infila a forza di telefonate. Io sono andata a guardare quali testate avessero un accordo, ho capito che con quella risposta non ci facevo niente e ho chiuso la scheda.
I contratti restano quindi sullo sfondo, e ci si prende la parte che riguarda davvero il mestiere. Quale? Dove piazzate la storia. Quel 213% è un conteggio a parte da quello sui contratti: resta a disposizione anche se i contratti non si muovono.
In quali condizioni esce quel 213%?
Come sia stata contata una citazione, il comunicato non lo dice da nessuna parte. Non dichiara nemmeno un limite, ed è per questo che il numero non può passare così com’è a obiettivo nel vostro cruscotto.
- Entrambe le aziende hanno soldi appoggiati sulla conclusione che il posto in cui esce il pezzo cambi le vostre citazioni nell’IA
- L’elenco degli accordi (91 contratti, 314 domini) viene dal database di Press Ranger, e nessuno ha verificato quanti degli accordi resi pubblici intercetti
- Dove passi il confine fra una testata «di settore» e una «generalista» non è pubblicato
Questa è un’osservazione, non una causa. Gli editori con accordo erano già grandi e avevano già autorevolezza, quindi arrivavano con addosso le condizioni che fanno citare una pagina. Può darsi che pesi l’accordo, può darsi che pesi la dimensione. Separare le due cose richiederebbe un esperimento che non ha fatto nessuno.
La finestra è un mese solo, e quel 213% esce da 16 settori statunitensi: in 15 di questi la stampa di settore si è presa la maggioranza delle citazioni alle notizie. Se lo applicate a una lista media italiana, trattate la distribuzione come un’ipotesi e verificatela sui vostri numeri.
Per rimettere in ordine la lista, però, tanto basta. Una misurazione che dimostri che ordinare per tiratura funziona non l’ho trovata da nessuna parte.
aggiungete una colonna alla lista media
La colonna della tiratura resta dov’è. Vi sta dicendo qualcosa di vero sulla diffusione.
Accanto, metteteci una colonna con quante volte ogni testata compare nelle risposte dell’IA. State aggiungendo un criterio d’ordine a una lista che avete già, quindi la lista resta intera.
Quando quella colonna ha dei numeri dentro, spostate in alto le testate di settore e guardate cosa succede. Se il conteggio di sopra tiene, lo stesso lavoro di ufficio stampa vi compra più citazioni di prima.
Poi misuratelo sul vostro nome. Contate quante volte il marchio compare nelle risposte dell’IA dopo che è uscito un pezzo su una testata di settore, e confrontatelo con le settimane intorno. Una riga piatta vuol dire che il nuovo ordine non ha spostato niente.
La domanda più larga, quella dell’appoggiarsi alla copertura altrui, ha i suoi numeri nell’articolo sull’84%. Questo qui restringe il campo a quale copertura altrui.
Una colonna. Il cambiamento è tutto lì.
Fonti
- Press Ranger / OtterlyAI, “Press Ranger and OtterlyAI Release Study Showing Publishers With OpenAI Deals Earn 48% More AI Citations on ChatGPT”, GlobeNewswire, 20 agosto 2026 (limiti: entrambi gli editori hanno un interesse commerciale nel risultato: Press Ranger vende distribuzione di comunicati e software per l’ufficio stampa, OtterlyAI vende tracciamento della visibilità nell’IA. Il comunicato non dichiara limiti e non descrive come sia stata contata una citazione. L’elenco di 91 accordi su 314 domini viene dal database di Press Ranger e la sua copertura degli accordi resi pubblici non è verificata. Il confine fra stampa di settore e generalista non è pubblicato. La finestra è il solo giugno 2026 e il confronto fra stampa di settore e generalista viene da 16 settori statunitensi, in 15 dei quali le testate di settore si sono prese la maggioranza delle citazioni alle notizie)