«Questo trimestre abbiamo pubblicato il doppio dei pezzi.» È la riga che si scrive più volentieri, perché è vera e si misura da sé.
Poi, nello stesso mese, uno digita in ChatGPT «i migliori strumenti per» più il nome della propria categoria. E l’azienda, in quella risposta, non c’è.
Alla faccenda del volume ci ho creduto per sei mesi buoni: pubblica, insisti, prima o poi ti pescano. In parecchi si bloccano nello stesso punto, no?
La voglia di pubblicare di più regge benissimo. A non tornare era la forma delle pagine che stavo accumulando.
Qualcuno ha messo in fila 25.000 URL citati dalle IA e li ha guardati uno per uno. Partiamo da lì.
«Pubblichiamo tanto, e nelle risposte dell’IA non ci siamo»
I numeri arrivano da un’analisi di Evertune ripresa da Search Engine Land, che ha passato al setaccio circa 400 milioni di citazioni e i 25.000 URL più ricorrenti R.
I fronti osservati sono sei: ChatGPT, Copilot, Gemini, Google AI Mode, Google AI Overview e Perplexity. Il periodo è marzo-aprile.
Una listicle, per intenderci, è un pezzo che allinea i candidati e li mette a confronto: «i 7 migliori software per X», «le 5 alternative a Y». Il formato che ogni redazione conosce e che nessuno considera una tecnologia.
Evertune, tengo a dirlo subito, vende strumenti per misurare la visibilità nell’IA. Alle cautele arriviamo in fondo, con calma.
Il 63% delle pagine citate dall’IA è un elenco di «migliori»
Su quelle citazioni, il 63% puntava a una listicle. Modello per modello la quota resta fra il 40% e il 65%: il minimo è Copilot, il massimo Gemini, e nessuno dei sei scende sotto i quattro decimi.
Quindi la preferenza non è il vizio di un chatbot in particolare. È il comportamento condiviso di tutti e sei i fronti misurati.
Per chi gestisce un marchio vuol dire una cosa piuttosto concreta: la pagina che vi porta dentro una risposta, il più delle volte, non è vostra. È il confronto che qualcun altro ha scritto sul vostro settore.
Dove i posti sono numerati, lo spazio è molto più largo di quanto sembri
E dentro le listicle, che forma vince? Spaccando l’insieme, le liste con i posti numerati — quelle che assegnano un primo, un secondo, un terzo — pesano fra il 71% e l’86%.
Al secondo posto stanno gli elenchi senza classifica. Le classifiche firmate da enti e associazioni, invece, si fermano fra l’1,4% e il 4,7%.
Quest’ultimo dato ribalta una gerarchia d’ufficio. Il premio di categoria, la classifica dell’associazione, il bollino ufficiale: costano mesi, richiedono requisiti e stanno sotto il 5% delle listicle citate.
Il grosso del volume, quindi, se lo prendono i confronti che testate e singoli autori scrivono per conto proprio. Ed è una buona notizia per chi ha un budget piccolo e nessun bollino: il muro d’ingresso è più basso di quello che si racconta in riunione.
Le pagine citate non avevano un formato speciale per le macchine
Un’altra cosa che mi aspettavo di trovare, e che non c’era. Le pagine citate stavano in genere fra le 1.000 e le 2.000 parole, con una lunghezza media di frase di 18 parole.
Le differenze fra modelli ci sono: le pagine citate da Copilot facevano in media 964 parole in 24 paragrafi, quelle di Gemini 1.977 parole in 53 paragrafi.
Attenzione a come si legge questa riga: sono medie di ciò che è stato citato, non un bersaglio. Portare un articolo a 1.977 parole non lo fa entrare in nessuna risposta.
Quello che si ricava è che i pezzi scritti per essere letti da esseri umani vengono raccolti così come sono. Io ero convinta che ci fosse un codice di abbigliamento per l’IA, e passavo il tempo a cercare il vestito buono: alla festa erano tutti in jeans.
Fin dove si può appoggiare a un’analisi come questa
Tre cautele, prima di portare la slide in riunione.
- Evertune vende strumenti di misurazione della visibilità nell’IA: la conclusione «bisogna stare nelle listicle» le fa comodo.
- Niente revisione tra pari, quindi in un documento interno il committente dell’analisi va scritto accanto al numero.
- È la composizione degli URL citati, non la prova che pubblicare una listicle faccia scattare la citazione.
Nelle domande commerciali — «i migliori», «confronta», «alternativa a» — le listicle sono già la maggioranza di quello che esiste in rete. Una fetta di quel 63% è dunque il riflesso di come è fatto il campo di partenza, e l’analisi non riesce a scorporarla.
C’è poi un errore di lettura che si commette in tre secondi: mettere in fila il 63% e il 50% come se fossero lo stesso indicatore. Il 63% viene dai 25.000 URL su sei modelli fra marzo e aprile; il 50% arriva da un’altra rilevazione, circa 50 categorie e oltre 40.000 URL seguiti per 60 giorni ad aprile 2026 R.
Basi e periodi diversi. Affiancarli come se fossero due punti di una serie storica racconta un andamento che nessuno ha misurato.
contate in quante liste del settore c’è già il vostro nome
Prima di guardare quanti pezzi avete pubblicato, cercate su Google «migliori [la vostra categoria]» e «[la vostra categoria] a confronto», poi aprite le prime dieci liste che escono. Contate in quante compare il vostro nome: le altre sono, nell’ordine in cui le avete trovate, la vostra lista di cose da fare.
La seconda mossa è non decidere tutto guardando il solo fronte Google. Sulla stessa domanda il numero di URL distinti citati cambia parecchio da un modello all’altro: 838 per Perplexity, 6.687 per Google AI Mode (Evertune, 2026). Fate la stessa domanda a più IA e mettete le risposte una accanto all’altra.
Dove finisce il vostro nome dentro la pagina è il passo successivo, e l’abbiamo affrontato nell’articolo sulla forma che l’IA raccoglie; se poi la citazione entra davvero nella risposta o resta sulla soglia, sta nel pezzo sulle due fasi della citazione. Qui siamo un passo prima di entrambi: su quale forma di pagina il vostro nome sta appoggiato.
Insomma, il ripiano delle liste si controlla una alla volta, e stasera ne aprite dieci.
Fonti
- Search Engine Land, «AI search loves listicles: what 25,000 URLs reveal about citations», searchengineland.com (analisi Evertune su circa 400 milioni di citazioni e i 25.000 URL più ricorrenti; sei fronti IA — ChatGPT, Copilot, Gemini, Google AI Mode, Google AI Overview, Perplexity — nel periodo marzo-aprile. Il 63% delle citazioni punta a listicle, con un intervallo per modello fra il 40% e il 65%, minimo Copilot e massimo Gemini. Dentro le listicle, le liste con posizioni numerate pesano fra il 71% e l’86%, le classifiche di enti e associazioni fra l’1,4% e il 4,7%. Le pagine citate stanno in genere fra 1.000 e 2.000 parole, con lunghezza media di frase di 18 parole; le pagine citate da Copilot fanno in media 964 parole in 24 paragrafi, quelle di Gemini 1.977 parole in 53 paragrafi. Limiti: Evertune vende strumenti di misurazione della visibilità nell’IA e ha un interesse commerciale in questa conclusione; nessuna revisione tra pari; si tratta della composizione degli URL citati, non della prova di una causa)
- Evertune, «AI search statistics for generative engine optimization», evertune.ai (rilevazione distinta dalla precedente: circa 50 categorie, oltre 40.000 URL seguiti per 60 giorni, aprile 2026, con una quota di listicle del 50%; basi e periodi non confrontabili con il 63%. Numero di URL distinti citati sulla stessa domanda: 838 per Perplexity, 6.687 per Google AI Mode, dati 2026)