Portate in riunione il traffico che arriva dall’IA e la discussione finisce in un minuto
Sono andata in riunione con una slide sola: le visite arrivate dall’IA quel mese, qualche decina. La barra stava appoggiata al pavimento.
«Per adesso è piccolo, teniamolo d’occhio.» Punto chiuso, si passa oltre. Capita anche a voi di restare senza niente da opporre, proprio lì?
Un’analisi ha incrociato oltre due milioni di conversazioni con l’IA e la navigazione delle stesse persone. Chi si è sentito nominare un marchio, nei giorni successivi sul sito ci è andato davvero.
E il rapporto sul traffico che tenevo in mano, di quelle visite, quante ne stava mostrando?
Se l’IA fa il nome di un marchio, poi le persone vanno davvero sul sito?
Ci vanno. Su Gemini, il 5,42% delle esposizioni valide è seguito entro sette giorni da una visita al sito dello stesso marchio. La base prevista, costruita su tre finestre precedenti di sette giorni per le stesse persone e gli stessi marchi, è il 2,21%: il tasso successivo alla menzione è quindi pari a circa 2,5 volte questa base (Profound, 1º luglio 2026).
«Valida» qui restringe il perimetro: il marchio compare nella risposta dell’IA ma non nel prompt dell’utente. La popolazione principale richiede inoltre una navigazione osservabile nella settimana precedente ed esclude i casi in cui la persona aveva già cercato o visitato quel marchio durante quella settimana.
Le piattaforme osservate sono tre: ChatGPT, Gemini e Google AI Overviews. Il periodo va da gennaio a giugno 2026 e il paese sono gli Stati Uniti; la parte sulla navigazione viene da un panel di persone che hanno dato il consenso a farsi misurare.
Il confronto è costruito con un disegno back-placebo. In pratica vuol dire questo: il tasso di visita dei sette giorni successivi alla comparsa del nome viene messo accanto a una previsione costruita su tre periodi precedenti di sette giorni per le stesse persone e gli stessi marchi.
Che cosa cambia, per voi? Il termine di paragone non è un altro gruppo di utenti, è la stessa persona una settimana prima: la differenza fissa, quella di chi già bazzica il marchio e ci tornerebbe comunque, resta fuori dal conto. Non tutte le distorsioni se ne vanno così, e più avanti si vede quali restano.
Google AI Overviews e ChatGPT si muovono nella stessa direzione
Il tasso dei sette giorni successivi e la base prevista sono 7,79% contro 4,83% per Google AI Overviews e 6,39% contro 4,33% per ChatGPT. Messe in fila per distanza dal proprio riferimento, le tre piattaforme escono così:
- Gemini +3,21 punti
- Google AI Overviews +2,96 punti
- ChatGPT +2,07 punti
Stringete su un settore e la distanza si allarga. Nei servizi finanziari, sempre su Gemini, lo scarto arriva a +5,7 punti, cioè un +132% rispetto al riferimento; nel commercio al dettaglio a +5,6 punti, un +140%.
«Comparire nell’IA» non vale quindi ovunque la stessa cifra: dipende da quale assistente e da quale settore. E quelle visite, quando arrivano?
Il 42% delle prime visite arriva entro 24 ore
Sulle tre piattaforme, il 20,5% delle prime visite al sito del marchio dopo un’esposizione arriva entro un’ora. Allargando la finestra a ventiquattro ore si sale al 42%.
Un rendiconto settimanale riunisce questa distribuzione temporale in un solo punto. Non permette di leggere quando sono arrivate le visite all’interno dei sette giorni.
Anche la mia dashboard è rimasta a lungo con il periodo predefinito sulla settimana. Per esaminare i tempi di arrivo, la visualizzazione deve passare ai giorni senza accorciare la finestra dei risultati.
E nel rapporto sul traffico, dove finiscono queste visite?
L’attribuzione diretta compare di rado. Su ChatGPT, la quota di prime visite successive a un’esposizione che portava un IA associato al prodotto era circa 1,0% da gennaio ad aprile, 1,79% a maggio e 2,47% a giugno.
Giugno è parziale e Profound invita a leggere quel 2,47% come tendenza. «Circa il 2,5%, una visita su quaranta» descrive quindi quel segmento parziale di ChatGPT a giugno, non il tasso delle tre piattaforme per tutto il periodo. La fonte riferisce inoltre che oltre il 97% di queste visite non conteneva un UTM; non classifica però ogni visita senza parametro come visita diretta o ricerca di marca.
Dove si conta, allora? Fuori dal rapporto sul traffico, tenendo le volte in cui il nome è comparso come un numero per conto suo.
Fin dove si può portare questa cifra dentro la vostra azienda?
A pubblicarla è Profound, che vende misurazione della visibilità nell’IA. La conclusione «il nome fatto dall’IA porta visite» fa comodo al prodotto di casa, e quell’interesse va tenuto lì mentre si legge il numero.
I limiti li scrive l’editore stesso:
- è una rilevazione sulle visite al sito, non sugli acquisti né sui contratti chiusi
- non è un esperimento randomizzato, e la selezione fra chi è stato esposto al nome e chi no non è stata rimossa del tutto
Anche dopo l’aggiustamento sulla base recente e sulla tendenza precedente della stessa persona, la distorsione di selezione tra casi esposti e non esposti non viene eliminata del tutto.
Pubblicati sono i valori per categoria e per piattaforma; i risultati dei singoli marchi restano chiusi. Il periodo è gennaio-giugno 2026 e il paese sono gli Stati Uniti: in italiano non l’ha misurato nessuno, quindi da noi la cifra vale come ipotesi da verificare.
I dati vengono poi da un panel a doppio opt-in: si entra nella misurazione solo dopo aver dato il consenso due volte, in modo esplicito. Chi accetta di farsi osservare non è un campione qualunque, quindi la popolazione di partenza non è l’insieme degli utenti.
Che farsene, allora, dall’Italia? Leggerla come «2,5 volte anche da noi» è andare lunghi. Decidere da quale verifica partire, questo la cifra ve lo permette.
mostrate i giorni, valutate su sette giorni e contate le volte che il nome esce
Con il 42% delle prime visite entro ventiquattro ore, una vista giornaliera mostra come si concentra il loro arrivo. Cambiate la visualizzazione predefinita da settimanale a giornaliera, ma valutate il tasso successivo alla menzione sulla finestra di sette giorni usata dalla fonte.
La seconda mossa riguarda il posto d’onore. Spostate il rapporto sul traffico dalla casella dell’indicatore principale a quella di supporto, e al suo posto mettete quante volte il vostro nome è comparso nelle risposte dell’IA.
Fatto lo scambio, in riunione cambiano le domande. Prima chiedevano quante visite fossero arrivate dall’IA nel mese; adesso chiedono se il nome è uscito più volte del mese precedente.
Su come il nome che compare lavori già prima del clic, i numeri stanno in quello che l’IA va a cercare prima di scrivervi la risposta.
Il primo passo, comunque, è la granularità della dashboard: un gradino più fine rende leggibile la distribuzione temporale.
Fonti
- Profound, “The AI Mention Effect”, 1º luglio 2026 (oltre due milioni di conversazioni con l’IA da gennaio a giugno 2026, Stati Uniti, su ChatGPT, Gemini e Google AI Overviews; comportamento di navigazione raccolto da un panel a doppio opt-in; disegno back-placebo che confronta i sette giorni successivi alla comparsa del nome con una previsione costruita su tre periodi precedenti di sette giorni per le stesse persone e gli stessi marchi. Limiti dichiarati dall’editore: è una rilevazione sulle visite al sito e non sugli acquisti, non è un esperimento randomizzato e la selezione fra esposti e non esposti non è rimossa del tutto. I risultati sono pubblicati per settore e per piattaforma, non per singolo marchio. Profound vende misurazione della visibilità nell’IA e ha quindi un interesse commerciale nella conclusione. Non esiste una misurazione equivalente in italiano.)