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Stessa pagina di risultati, 2,2 volte i clic se l'IA vi nomina

POINT Punti chiave
  • Citati nel riassunto dell'IA: 2,2 volte i clic sulla stessa ricerca
  • Nel report delle posizioni manca la colonna «ci hanno nominato?»

«Da quando ci sono i riassunti dell’IA il traffico cala, e non ci possiamo fare niente»

Questa frase gira ormai in quasi tutte le riunioni sui numeri del mese.

Le posizioni tengono. Alcune addirittura salgono. E i clic calano lo stesso.

Capita anche a me di sentirla, e il pezzo peggiore non è il dato: è l’accordo tacito che arriva dopo. La ricerca sarebbe diventata meteo, e il meteo non si ottimizza.

La pensavo così pure io, diciamocelo: quando arriva il temporale, la qualità dell’ombrello conta poco.

Solo che qualcuno è andato a misurare 53 marchi e 5,47 milioni di ricerche. E no, non ci bagniamo tutti allo stesso modo.

Dentro la stessa pagina di risultati i clic si dividevano 2,2 a 1. Andiamo a vedere cosa decide da che parte si finisce.

Quanti clic in più prende un marchio citato nel riassunto dell’IA?

Sulla stessa pagina di risultati, i marchi citati dentro il riassunto dell’IA hanno raccolto circa 2,2 volte i clic di quelli non citati. Rapportato alle visualizzazioni, uno scarto del +120%.

I numeri arrivano da Seer Interactive, agenzia di marketing digitale statunitense, pubblicati il 24 aprile 2026.

Il in pratica è quel testo scritto dall’IA che Google piazza in cima ai risultati (in inglese AI Overviews, in sigla AIO). Per chi gestisce un marchio vuol dire che una porzione della pagina risponde alla domanda prima ancora che qualcuno arrivi a un link.

Il campione sono i clienti dell’agenzia stessa: 53 marchi, 5,47 milioni di ricerche, 2,43 miliardi di visualizzazioni organiche e 296,9 milioni a pagamento. Il periodo misurato va da gennaio 2025 a febbraio 2026, e solo marzo 2026 è una stima.

La cosa interessante è come è costruito il confronto: tre stati della stessa ricerca, messi in fila.

  • ricerche senza riassunto dell’IA
  • ricerche con riassunto dell’IA in cui il marchio è citato
  • ricerche con riassunto dell’IA in cui non lo è

E i risultati, allora? Eccoli, contati in clic per ogni milione di visualizzazioni organiche:

  • senza riassunto dell’IA: circa 33.500 clic
  • con riassunto dell’IA, citati: circa 20.743 clic
  • con riassunto dell’IA, non citati: circa 9.445 clic

Citati fa circa 2,2 volte non citati. Stessa ricerca, stessa pagina, stesso momento.

A dividere i due gruppi non era la posizione

Mettiamo sul tavolo anche il numero scomodo.

Pure da citati si resta il 38% sotto le ricerche prive di riassunto dell’IA. La torta si è ristretta e non c’è modo di girarci intorno.

Però se Google mostri o no un riassunto dell’IA sulla vostra ricerca non lo decidete voi. Lo decide Google.

Quello che decidete è se il vostro nome sta lì dentro quando compare.

Ed è proprio su quella parte, l’unica che si può governare, che si gioca il fattore 2,2.

Finora «il riassunto dell’IA ci ha tolto clic» si raccontava come una storia di totali (primi in classifica e nessuno che clicca). Quello che questi dati aggiungono è la spartizione che sta sotto.

La torta si è ristretta e, dentro la torta più piccola, i marchi citati si prendono una fetta più grossa e gli altri una più sottile. È un problema diverso, con una leva diversa.

Punta anche nella stessa direzione dell’idea che la citazione pesi più della posizione: il motivo per cui c’è spazio dall’undicesimo posto in giù, là dove la fissazione per la classifica non guarda mai.

La citazione si vedeva anche sulle pubblicità lì sotto

La stessa indagine riporta il tasso di clic degli annunci a pagamento, in media su tutto il 2025:

  • senza riassunto dell’IA: 19,75%
  • con riassunto dell’IA, citati: 15,74%
  • con riassunto dell’IA, non citati: 11,19%

Insomma, essere citati nella parte organica andava di pari passo con la resa dell’annuncio che compariva subito sotto. Il vostro annuncio, il vostro budget, la vostra offerta… e una variabile che sta fuori da tutti e tre.

Ovviamente si tratta di una correlazione osservata, non di un nesso dimostrato.

Una lettura semplice però c’è: chi ha appena letto il vostro nome nel riassunto clicca più volentieri l’annuncio sotto. Prima il riconoscimento, poi il clic.

«Il rendimento degli annunci si sta sgonfiando» è una frase che si sente spesso di questi tempi. Una parte di quello sgonfiamento, forse, non succede dentro l’account pubblicitario.

Tre cautele da portarsi dietro insieme al numero

Se il dato finisce in riunione, in riunione devono finire anche i suoi margini.

  • Seer Interactive vende servizi di ricerca e di ricerca sull’IA: «investite nella visibilità nell’IA» è una conclusione da cui l’agenzia guadagna
  • Il campione sono 53 suoi clienti, con la distorsione di settore e di dimensione che ne consegue
  • Sono dati centrati sugli Stati Uniti e non misurano il vostro mercato, a meno che il vostro mercato sia quello

C’è poi un altro punto da tenere d’occhio: la serie storica balla parecchio.

Il tasso di clic organico dei marchi citati è sceso dal 3,04% del primo trimestre 2025 allo 0,95% del quarto. Poi a febbraio 2026 è risalito al 2,36%.

Vuol dire che il comportamento dentro i riassunti dell’IA non si è ancora assestato. Da un anno solo di dati non converrebbe ricavare una dottrina.

aggiungete una colonna «citati» accanto alla tabella delle posizioni

Da quando ci sono i riassunti dell’IA, i clic dalla ricerca sono calati nel complesso. Questa parte va accettata.

Quella che si muove è la spartizione successiva. Dentro la stessa pagina di risultati, tra marchi citati e non citati ballava un fattore 2,2.

Guardare le posizioni quello scarto non ve lo mostrerà mai, perché nella tabella delle posizioni non esiste una colonna che dica se il modello ha fatto il vostro nome.

Quindi la cosa si stringe su due mosse.

Prima: verificate se sulle vostre ricerche principali compare davvero un riassunto dell’IA. Se non compare, per ora tutto questo discorso riguarda altri.

Poi: sulle ricerche in cui compare, contate in quale percentuale vi nominano, a cadenza fissa. Una rilevazione isolata non dice niente sulla tendenza, quindi stesse domande ogni mese e stesse condizioni.

Sulla velocità con cui la faccenda arriverà fuori dagli Stati Uniti potrei sbagliarmi. Ma appena quella colonna esiste, «siamo saliti di posizione e il traffico è calato» ha finalmente un posto dove essere spiegato.

Prendete cinque ricerche che contano davvero, lanciatele e contate. È il lavoro di un pomeriggio.


Fonti

  • Seer Interactive, «AIO Impact on Google CTR: 2026 Update», 24 aprile 2026, seerinteractive.com (53 marchi clienti dell’agenzia stessa, 5,47 milioni di ricerche, 2,43 miliardi di visualizzazioni organiche e 296,9 milioni di visualizzazioni a pagamento; misurazione da gennaio 2025 a febbraio 2026, con marzo 2026 stimato. Sulle stesse ricerche vengono confrontati tre stati: senza riassunto dell’IA, con riassunto dell’IA e citazione, con riassunto dell’IA senza citazione. Clic per milione di visualizzazioni organiche: circa 33.500 senza riassunto, circa 20.743 da citati, circa 9.445 da non citati, quindi +120% per i citati rispetto ai non citati e -38% rispetto alle ricerche senza riassunto. Tasso di clic degli annunci a pagamento, media 2025: 19,75% senza riassunto, 15,74% da citati, 11,19% da non citati. Tasso di clic organico dei marchi citati: 3,04% nel primo trimestre 2025, 0,95% nel quarto trimestre 2025, 2,36% a febbraio 2026. Cautele: chi pubblica è un’agenzia che vende servizi di marketing per la ricerca e per la ricerca con IA, e ha quindi un interesse commerciale in questa conclusione. Il campione si limita ai suoi 53 clienti e può essere distorto per settore e dimensione aziendale. I dati sono centrati sugli Stati Uniti e non misurano altri mercati.)
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