Vi è mai capitato di scrivere a ChatGPT «l’azienda tal dei tali com’è?» mettendoci il nome di casa vostra?
A me sì. E il giudizio che mi è tornato indietro era così sbrigativo che ci sono rimasta male per un po’.
In quei momenti scatta la voglia di fare lo screenshot e girarlo in ufficio: «ecco come ci vede l’IA».
Solo che da quel singolo fotogramma, con ogni probabilità, non si può dire quasi nulla.
Un’indagine che ha misurato la visibilità dei marchi nella ricerca IA su 100.000 risposte racconta una cosa netta: tra il «vi nomina o no» e il «come ve ne parla» la solidità è tutt’altra. Oggi andiamo a vedere che cosa ne segue, fino a cosa mettere davvero nel report mensile.
«L’IA ce l’ha con noi»: quello screenshot, moltiplicato per 100.000
La prima cosa da guardare è una misurazione su larga scala, pubblicata su arXiv a giugno 2026 (R).
Il lavoro ha bombardato di prompt cinque IA — ChatGPT, Gemini, Perplexity, Claude e Grok — per 102 marchi, da marzo a maggio 2026.
Le risposte raccolte sono 102.025, le citazioni 149.912. Un bel tentativo di prendere in un colpo solo le fondamenta della visibilità di marca nell’IA.
Una cautela subito, però, perché conta: l’autore è cofondatore di Ranqo, la piattaforma usata per misurare, e nel paper dichiara di detenerne quote. È un’indagine condotta da chi ha un interesse a concludere che «la visibilità nell’IA va misurata», e questo va messo nel conto quando si legge.
Detto ciò, tolto quel filtro, il metodo è parecchio pulito e le lezioni che se ne tirano fuori si usano senza troppi problemi.
Cosa succede a chiedere la stessa cosa, più volte, alla stessa IA
La trovata interessante di questo studio è un lavoro tanto banale quanto prezioso: ripetere la stessa domanda, alla stessa IA, un mucchio di volte.
Per ogni combinazione «marchio × prompt × piattaforma», i ricercatori hanno contato quante volte la risposta si ribaltava rispetto al giro precedente. E il risultato è questo.
- (l’IA vi ha trattati dal lato del «bravi» o del «no»?) ribaltato: 45,5% delle combinazioni
- (il nome è comparso in quella risposta, oppure no?) ribaltata: 6,8% delle combinazioni
Insomma, a richiedere la stessa cosa nelle stesse condizioni, il verso del giudizio dell’IA si capovolgeva in quasi metà dei casi. Il paper lo mette così: il sentiment è circa 6,7 volte più rumoroso della menzione.
È un esaminatore che cambia voto secondo l’umore della giornata. E dal vostro screenshot iniziale si può dire soltanto «questa volta mi ha detto così». Come prova che «l’IA ce l’ha con noi», purtroppo, non regge.
Il «vi nomina o no», invece, era di una stabilità sorprendente
Perché quel 6,8% di ribaltamento, girato al contrario, vuol dire una cosa sola: in oltre 9 combinazioni su 10, chi compare compare e chi non compare non compare.
Questa solidità trova riscontro anche da un altro lato. Il gruppo ha diviso i 102 marchi in tre fasce di notorietà e ha misurato quanto comparissero in prompt che il loro nome non lo contenevano.
| Fascia del marchio | Comparsa nella risposta dell’IA |
|---|---|
| Marchio globale che conoscono tutti | 72,9% |
| Marchio affermato di media taglia | 43,6% |
| Marchio di nicchia o piccolo | 11,4% |
Il dislivello tra un gradino e l’altro è di circa 29,3 e 32,2 punti. Una scala che si spezza in modo pulito, no?
Se la comparsa fosse un capriccio dell’IA, una scala così ordinata non verrebbe fuori. Visto che coglie una struttura reale come la notorietà, la spina dorsale del report va messa lì: non sul voto della reputazione, ma sul tasso di comparsa.
E allora, quella reputazione, dove si costruisce?
Viene da chiedersi: l’IA cosa guarda, per decidere come lodarvi o come bacchettarvi? Scomponendo le 149.912 citazioni raccolte dallo stesso studio, la ripartizione è questa.
- Pagine di presentazione del marchio su siti di terzi: 75,2%
- Dominio proprio: 2,9%
- YouTube e video: 4,2%, media tech e business: 3,8%, Reddit e community: 3,3%
Il proprio sito sotto il 3% è un numero che ho riletto due volte anch’io.
E il formato di contenuto più citato in assoluto è la , la classica «top 10 dei migliori…» con i candidati messi in fila: da sola vale il 21,0% di tutte le citazioni.
In sostanza, la reputazione che l’IA vi cuce addosso non nasce granché dai testi che scrivete voi. A pesare, e di parecchio, è che cosa raccontano di voi le pagine di presentazione altrui.
Fino a che punto ci si può fidare di questi numeri?
Mettiamo giù anche le riserve, però. Lo studio si ferma all’osservazione: non è stato fatto nessun esperimento controllato che dimostri che una certa mossa alza la visibilità.
E i 102 marchi pendono verso SaaS, retail execution, fintech e indiano (il produttore che vende diretto, saltando i negozi).
Vale a dire un , raccolto dove era comodo raccoglierlo, con la suddivisione in fasce ancora fatta a mano.
Conclusione: il tasso di comparsa come spina dorsale, la reputazione a distribuzione
Ecco allora la lezione più grossa di questa misurazione da 100.000 risposte: le metriche della visibilità nell’IA hanno caratteri diversi. Il tasso di comparsa è un terreno stabile, col suo 6,8% di ribaltamento; il sentiment è un valore osservato che balla nel 45,5% dei casi.
Quindi la metrica principale, quella da seguire come punto fisso, si mette con naturalezza sul tasso di comparsa. Allineate nel report mensile «quante volte siete comparsi nell’IA» e finalmente le mosse fatte e i risultati si ricongiungono in una linea sola.
Non serve buttare via la reputazione, sia chiaro. Ma se la guardate, fatelo su più giri e leggetela come distribuzione, non su un colpo solo. Tenuta nella forma «stavolta il tono negativo era attorno al 30%», diventa un numero utilizzabile.
E un’ultima cosa. Visto che il 75,2% delle citazioni arriva dalle pagine di presentazione altrui, più che limare le parole del sito di casa conviene fare in modo che, là fuori, le pagine che parlano di voi riportino i fatti giusti. È la scorciatoia.
Come vi vede l’IA non si legge in uno screenshot, ma per numero e a punto fisso. Si comincia contando quante volte esce il vostro nome. Da lì.
Fonti
- Pratyush Kumar (Ranqo), “Generative Engine Optimization at Scale: Measuring Brand Visibility Across AI Search Engines”, arXiv:2606.20065, 18 giugno 2026, arxiv.org (5 motori, 102 marchi, 102.025 risposte, 149.912 citazioni; ribaltamento del sentiment 45,5% contro menzione 6,8%; comparsa per fascia 72,9%/43,6%/11,4%; fonti citate: pagine di marca su siti di terzi 75,2% e dominio proprio 2,9%; le listicle valgono il 21,0% di tutte le citazioni. L’autore è cofondatore di Ranqo e ne detiene quote)