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ChatGPT e Perplexity non leggono lo stesso web: perché «ottimizzare per l'IA» non esiste

POINT Punti chiave
  • ChatGPT pesca da Wikipedia, Perplexity pesca da reddit
  • L'86% delle citazioni arriva da fonti che controllate voi

«Bene, adesso ci mettiamo sul serio con l’IA.» La frase ormai gira anche nelle nostre riunioni. Bisogna ritoccare i contenuti perché ChatGPT faccia il nostro nome.

Solo che, appena si prova a muoversi, la mano si ferma. «IA» non è solo ChatGPT. C’è Perplexity, ci sono gli AI Overviews di Google, e il tempo e le persone non bastano per tutto. Da dove si comincia? Viene voglia di cercare «la mossa magica che funziona su tutte insieme».

Capita anche a me. Quando le ore sono poche, una sola leva che risolve tutto è proprio quello che si spera di trovare.

Però ci sono dei dati che a quest’idea rovesciano addosso un bel secchio d’acqua fredda. Ogni IA pesca le sue fonti da angoli molto più diversi di quanto sembri. Proviamo a farne una lista di priorità.

ChatGPT guarda Wikipedia, Perplexity guarda reddit

Partiamo da un conteggio grande fatto da Semrush, l’azienda di strumenti per la SEO, lungo tre mesi: quali siti vengono citati nelle risposte dell’IA, motore per motore.

E le formazioni quasi non si sovrappongono. Nelle citazioni di ChatGPT domina Wikipedia: su alcuni modelli si prende da sola tra il 26% e il 48% della quota delle prime dieci citazioni. Un solo sito, quella fetta.

Affacciatevi su Perplexity e il protagonista cambia del tutto. Qui a spiccare è reddit — sì, il forum — con circa il 46,7% delle prime dieci citazioni. La stessa parola, «IA», eppure reddit resta intorno all’11,3% su ChatGPT e sul 21% negli AI Overviews. A seconda del motore, il peso fa avanti e indietro.

È un po’ come ordinare lo stesso menù del giorno in tre trattorie e vedersi arrivare tre piatti diversi. Presentarsi ovunque stringendo un’unica mappa con su scritto «strategia IA» e magari scoprire che non combaciava con nessun menù.

Le citazioni si ammucchiano su una manciata di domini

D’accordo, le formazioni cambiano a seconda del motore. Vuol dire che le citazioni sono sparse su tutto il web? In realtà è il contrario.

5W, una società di ricerca, ha messo insieme sei studi grandi per circa 680 milioni di citazioni e ha visto che i primi quindici domini da soli valevano circa il 68% della quota totale delle citazioni dell’IA. Il bacino da cui pescano questi motori è un mondo molto più piccolo di quanto si pensi.

E se ne ricava qualcosa di piuttosto semplice. Prima di inseguire alla cieca più link e più presenza dappertutto, conviene fissare per prima cosa dove guarda davvero il motore che vi interessa. Sfiancarsi con tattiche da reddit mentre si vuole comparire su ChatGPT vuol dire mirare a lato.

Un avviso, però: sono tutti conteggi commerciali, di aziende di strumenti. Ognuna definisce «citazione» a modo suo e copre un periodo diverso, quindi un numero come 46,7% o 68% si legge meglio come «più o meno questo squilibrio» che come verità esatta. Ma la tendenza grossa — la mappa cambia a seconda del motore — torna e ritorna in studi indipendenti.

Eppure la base restano le pagine che controllate voi

Arrivati qui, sembra che il gioco sia «come mi infilo in Wikipedia e reddit». Ma fate un passo indietro ancora, e spunta un’altra fotografia.

Yext, che vende gestione della presenza digitale, ha analizzato 6,8 milioni di citazioni su ChatGPT, Gemini e Perplexity e ha trovato che circa l’86% delle fonti da cui l’IA ha attinto erano posti che il marchio può controllare. La ripartizione: sito proprio 44%, vari elenchi (listing) 42%.

I «listing», in pratica, sono i posti dove registrate le informazioni dell’azienda: un profilo Google Business, una scheda su MapQuest e simili. Insieme al vostro sito, sono entrambi luoghi il cui contenuto potete sistemare voi. I forum e le recensioni di terzi, misurati a parità di criterio, si fermavano a un pugno di punti percentuali sul totale.

E la differenza tra motori torna a farsi vedere. Nella stessa analisi di Yext, Gemini pescava più dal sito proprio (52,1%), ChatGPT più dai listing (48,7%), e Perplexity si distribuiva su un mix più vario. Perfino al livello del tipo di fonte citata, ogni IA ha il suo pallino.

Attenzione: Yext vende proprio questo tipo di strumento di gestione, quindi «le fonti che si possono controllare sono le più importanti» cade a fagiolo per il suo business. Da leggere con quello sconto. Ma con 6,8 milioni di citazioni e un metodo pubblicato, come indizio di tendenza vale eccome.

Conclusione: prima si sceglie il motore, poi si mette in sicurezza il proprio terreno

Ecco, allora, cosa questa serie di dati vi chiede di fare concretamente.

Il punto principale: non mettete «ottimizzare per l’IA» in un unico sacco. ChatGPT e Perplexity non citano la stessa schiera di fonti, quindi la mossa furba è scegliere il motore su cui volete comparire e tarare il lavoro su ciò che quel motore legge. Cercare la giocata unica buona per tutti spreca quel poco che avete. Leggete le mappe una alla volta.

Su questo, partite dal terreno sotto i piedi. Se la gran parte delle citazioni arriva dal vostro sito e dai vostri listing — i posti che potete muovere —, per prima cosa rendete quelle informazioni precise e aggiornate. È la base che di solito rende, qualunque motore stiate corteggiando. Il resto — Wikipedia, community — viene dopo, calibrato sul motore che inseguite davvero.

E un’ultima cosa. Se le fonti citate ballano così tanto a seconda del motore, non misurare «quale IA ci cita adesso, e da dove» vi lascia ciechi sul fatto che le vostre mosse stiano davvero prendendo il segno. Un report di posizioni questa mappa non ve la disegna. Guardate la vostra fotografia delle citazioni motore per motore, in modo continuo: solo allora potrete davvero dare delle priorità. L’ingresso al lavoro sull’IA, mi sa, sta più vicino a questa semplice domanda «a che punto siamo adesso?» che a una qualsiasi trovata ingegnosa.


Fonti

  • [R1] Semrush (2026), “The Most-Cited Domains in AI: A 3-Month Study”, semrush.com
  • [R2] 5W (2026), “AI Platform Citation Source Index 2026” (via PR Newswire), PR Newswire
  • [R3] Yext, Inc. (2025-10-14), “Yext Research: 86% of AI Citations Come from Brand-Managed Sources”, yext.com
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